Prove tecniche per diventare fotografi di successo mantenendo le proprie emissioni di CO2 più basse possibili.

Oggi vi parliamo del nostro terzo argomento preferito dopo la  fotografia e i viaggi: il pianeta terra.

Lo stile di vita di chi, come noi, ha la fortuna di vivere nella parte “ricca” del mondo non  è più sostenibile. Questa è una cosa che abbiamo capito già da tanto e questa consapevolezza ha portato molti cambiamenti nella nostra vita privata. Per l’ambiente abbiamo deciso di diventare vegetariani e speriamo di diventare presto completamente vegani perchè l’allevamento intensivo è la maggiore fonte di CO2 sul pianeta. Coltiviamo la gran parte del nostro cibo e anche quello che acquistiamo arriva da contadini locali, cerchiamo di essere fuori dalla filiera alimentare industriale e questo fa bene al pianeta tanto quanto fa bene a noi! Compriamo i nostri vestiti nei second hand shops  o da piccoli artigiani perchè la fast fashion oltre che inquinare l’ambiente sfrutta lavoratrici e lavoratori. L’obiettivo di quest’anno è diventare una casa a rifiuti zero e fare acquisti sempre più in prossimità.

Inoltre cerchiamo di adottare tutte le pratiche di risparmio energetico e riciclo/riuso in casa nostra. Al momento non abbiamo un’auto elettrica perchè non ce la possiamo ancora permettere e perchè purtroppo in Italia la rete di ricarica non copre in modo decente il territorio, specialmente quello in cui viviamo.

Oggi, finalmente, l’emergenza climatica è sempre più al centro del dibattito pubblico e abbiamo pensato che sia giunto il momento di fare qualcosa per rendere sostenibile anche il nostro lavoro. Come possiamo essere al tempo stesso destination wedding photographers e coerenti con tutte le nostre scelte? Beh, pensiamo di essere ancora molto lontani dalla risposta definitiva, ma da quest’anno vogliamo provare compensare la CO2 che emettiamo ogni anno per raggiungere i luoghi dei nostri matrimoni piantando alberi!
Il nostro alter ego, per chi non lo sapesse, è il progetto Vasseri, una piccola azienda agricola che ci da la possibilità di avere del terreno su cui piantare i nostri alberelli e prendercene cura direttamente.
Quando possiamo preferiamo sempre mettere le mani nella terra e fare le cose senza delegare altri, per questo motivo da quest’anno abbiamo deciso di piantare un albero  per ogni matrimonio che fotograferemo. Speriamo che i nostri alberi crescano  forti e sani e che ogni anno, oltre che assorbire anidride carbonica, ci restituiscano anche frutti deliziosi da condividere con gli amici che ci verranno a trovare.

Qual’è il progetto? Abbiamo fatto un calcolo e  circa 10.000 km con un motore EURO 6 corrispondono a 1000 kg di emissioni.

Tutto diventa molto più complesso quando si parla della capacità di una pianta di assorbire CO2. Su internet ci sono diversi calcolatori e discussioni a riguardo, ecco qualche link:

http://www.carbonify.com/carbon-calculator.htm

https://www.quora.com/How-many-trees-do-I-need-to-plant-to-offset-the-carbon-dioxide-released-in-a-flight

https://www.carbonfootprint.com/calculator.aspx

I risultati, ovviamente, sono diversi se consideriamo la CO2 assoribita in un anno oppure se pensiamo ad una vita “media” o “lunga” di una pianta. Abbiamo fatto davvero molte simulazioni, ma alla fine la scelta migliore, che ci sembra garantire una compensazione efficace, è quella di piantare un albero per ogni matrimonio e cercare di garantire ai nostri alberi la vita più lunga possibile.
Ogni anno avremo nuove piante sui nostri terreni, mentre quelle degli anni precedenti continueranno a fare il loro lavoro diventando sempre più grandi, con la speranza, un giorno di restituire più di quello che prendiamo.
Speriamo che i nostri sposi saranno felici di sapere che in queste terre a metà tra il mare e la collina c’è un mandorlo, un pesco o un albicocco dedicato a loro e al giorno del loro matrimonio e non vediamo l’ora che i suoi frutti diventino marmellate, conserve e tante altre cose buone da mangiare e condividere con tutti voi!

Sappiamo che questo è solo un piccolo passo rispetto a tutto quello che ci sarebbe da fare per guarire il Pianeta, ma per noi è giusto iniziare dal nostro piccolo, con azioni concrete e alla nostra portata.  E’ la prima volta che parliamo di queste cose così apertamente, di solito preferiamo agire in silenzio, ma se lo facciamo non è perchè vogliamo vantarci. Se vogliamo davvero invertire quello che sta succedendo al clima l’impegno di un singolo non basta, ma serve quello di tutti.

Se saremo riusciti a convincere anche una sola persona a fare qualcosa contro il cambiamento climatico, sarà ancora poco, ma forse potremo guardare al futuro con una piccola speranza in più.

Facciamo presto, facciamolo tutti, il tempo per cambiare è già scaduto.